Perché la Casa non è più il principale Investimento degli Italiani
Data pubblicazione: 10 dicembre 2025
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Quante volte abbiamo sentito dire “L’Italia è un paese ricco”?
Tante e non a torto.
Secondo i dati di Bankitalia di fine 2023 la ricchezza netta complessiva delle famiglie italiane supera gli 11 Mila Miliardi di Euro. Una cifra enorme. Tutto bene, quindi?
Non proprio, perché se andiamo a guardare come questa ricchezza è distribuita scopriremo che più della metà è “bloccata” in beni non finanziari, ossia Abitazioni e Immobili non residenziali.
Fortunatamente, dal 2011 la quota degli Immobili si è ridotta (era al 65% della ricchezza totale!!), ciò significa che buona parte è stata spostata verso strumenti finanziari, in particolare nel Risparmio Gestito.
Questo è un bene, perché concentrare la ricchezza in unico bene/settore non è mai conveniente. Ma c’è di più.
L’Italia è un paese che invecchia, dove gli anziani vivono sempre più a lungo (e direi per fortuna) e i giovani, specialmente quelli più preparati, tendono a emigrare per trovare condizioni professionali più allettanti. Se questa forbice continua ad allargarsi, è evidente che ci saranno sempre meno acquirenti di Immobili e di conseguenza il prezzo delle case è destinato a diminuire (se cala la domanda di un bene, il suo prezzo scende).
Per cui passare dalla Casa come principale investimento (il mattone che non tradisce mai, come dicevano i nostri nonni, figli di un’epoca molto diversa) a una maggiore diversificazione verso strumenti finanziari più liquidi ed efficienti diventa sempre più una scelta di buon senso.
(liberamente tratto da https://goalbasedinvesting.it/dove-va-la-ricchezza-delle-famiglie-italiane/)
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